Dalì “Il sogno si Avvicina”

Idilio atomico e uranico melanconico, 1945, olio su tela. Madrid Mueso Nacional Reina Sofia

Idilio atomico e uranico melanconico, 1945, olio su tela. Madrid Mueso Nacional Reina Sofia

Fino al 30 Gennaio prossimo è di scena a Palazzo Reale la mostra “Il sogno si avvicina” del celebre e provocatorio maestro del Surrealismo Salvador Dalì.

La rassegna , che si snoda attraverso un percorso espositivo suddiviso in sei sezioni e composta da una cinquantina di opere, nasce con l’idea di indagare l’articolato rapporto dell’artista spagnolo con il trasfigurato paesaggio circostante, l’enigmatico inconscio e il bizzarro mondo onirico.

Dalí fu un artista molto eclettico di fervida immaginazione (“Faccio cose che mi ispirano un’emozione profonda”), rimasto nella memoria collettiva anche per i suoi apporti al cinema e  alla fotografia, che lo hanno portato a collaborare con artisti di ogni genere.

Sperimentatore di nuove tecniche artistiche, di illusionismo ottico, di effetti tridimensionali e di comunicazione mediatica, dimostrò attraverso alcune sue opere di essere non solo un precursore dell’Action Painting, ma venne anche definito da Andy Warhol “una delle più importanti influenze sulla Pop art”.

Il maestro catalano assorbì e rielaborò una grande varietà di stili artistici spaziando dalla pittura classica e rinascimentale (Velazquez, Raffaello, Vermeer) a quella più moderna e d’avanguardia (Picasso, Miro’). Interessante è il connubio che ne deriva e che può confluire simultaneamente o separatamente in ogni sua opera.

Fin dalla giovane età Dalì provò un forte interesse per la cinematografia, dimostrato dalla sua assidua frequenza nelle sale di proiezione. Secondo l’artista “l’occhio” cinematografico è caratterizzato da due differenti dimensioni: “le cose in se” (ossia le cose vengono ritratte per quello che sono) e “l’immaginazione fotografica” (ovvero riprendere l’immagine visiva in modo creativo e estroso).

Dalì seppe trasportare in modo magistrale la sua sconfinata visionarietà dalla tela alla pellicola e viceversa. Nel 1945 collaborò con Alfred Hitchcock alla sequenza del sogno del freudiano “Io ti salverò”. L’anno seguente fu invece impegnato nella produzione di un cartone animato della Disney, l’onirico Destino, che però a causa di mancanza di fondi monetari venne portato a termine solo nel 2003.

Nella prima sala espositiva della “Memoria” il maestro spagnolo guarda dietro di sè attraverso un metaforico dialogo introspettivo con La Venere di Milo con cassetti, che potrebbe richiamare ed essere accostata alla Venere degli stracci del Pistoletto.

In ambedue i casi la figura della dea della bellezza, l’ideale classico di grazia femminile viene messo a nudo nell’anima, invitando l’osservatore a scoprirne i segreti più reconditi. (“Senza un pubblico, senza la presenza di spettatori, le opere non compierebbero appieno la funzione per cui sono stati realizzate. Chi li guarda è di conseguenza il vero artista”).

Dialogo che, con il passare delle sale, lascia il posto a vuoti e silenzi, emanati da desolanti paesaggi portavoci di umane inquietudini interiori, fino ad arrivare ad un ultimo concetto di astrazione pittorica.

Scopo della retrospettiva è infatti questo, ossia un invito ad uno sguardo “dietro, dentro e oltre se stessi”.

Una mostra in cui il tempo pare essersi fermato; del resto il concetto di tempo è relativo e non fisso, come ci dimostrano gli orologi Camembert afflosciati e deformati di Dalì.

Non ci resta che sederci sul celebre divano a forma di rosse labbra sensuali Dalilips, un opera dal design voluttuoso per i sensi e lasciare che il nostro pensiero venga accompagnato in questo pindarico “volo” sospeso tra sogno e realtà.

Maria Cristina Bibbi

INFORMAZIONI

Dove: Palazzo Reale Milano

Quando: Fino al 30 Gennaio 2011

Orari:  mar > dom 9.30/19.30 – lun > 14.30/19.30 – gio e sab > 9.30/22.30

Info e prenotazxioni:  www.mostradali.it – Tel.: 02 54913 www.ticketone.it /dali

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