67° FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA

Quentin Tarantino - Venezia 2010
Bagno di folla per il Presidente della giuria del Festival Quentin Tarantino

Ha preso il via ieri da Venezia la 67ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica: dopo l’omaggio a Vittorio Gassman a dieci anni dalla scomparsa, la kermesse parte ufficialmente con la solidissima presenza dei titoli italiani, un’ottima rappresentanza internazionale e per la prima volta un Presidente della Repubblica italiana all’inaugurazione del Festival.

L’ annuale appuntamento con i maggiori prodotti della cinematografia internazionale ha calamitato, anche per questa edizione, numerose personalità che hanno sfilato (e che sfileranno) su uno dei red carpet più in vista del mondo.

Per la prima giornata di proiezioni sono arrivate le star della pellicola di apertura del Festival, Black Swan, interpretato da Natalie Portman, Vincent Cassell, e Benjamin Millepied, tutti presenti nella sfilata d’apertura della Mostra del Cinema.

Al loro seguito, hanno calcato l’ambito tappeto rosso del Palazzo del Cinema personalità italiane come Lino Banfi, Carlo Verdone, Gabriele Salvatores e Violante Placido.

Specialissima anche la madrina che vede nella bella e giovane Isabella Ragonese, la metafora perfetta di quella semplicità e purezza di cui il cinema italiano avrebbe bisogno.

Autorevolissimo anche il Presidente di Giuria che per quest’anno sarà Quentin Tarantino.
Come sempre voglioso di sostenere e giudicare quello che oggi offre il grande schermo, il regista di Pulp Fiction e Le Iene ha dichiaratamente espresso la volontà di assistere alle proiezioni in compagnia del pubblico di Venezia, per poter così assaporare la giusta atmosfera della sala cinematografica.

Ma una mostra del Cinema non è tale se non mancano le polemiche!
E a Venezia le prime ad arrivare sono state quelle del napoletano Antonio Capuano, al Lido per presentare il suo ultimo lavoro, selezionato nelle Giornate degli Autori:” L’amore buio”.
Secondo Capuano la selezione ufficiale del Festival lo avrebbe snobbato, come già successe in passato, a dimostrazione, afferma lo stesso, di una “gestione della Mostra che soffre di incompetenza e insensibilità“.

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