Ice bucket challenge, il fenomeno virale per far beneficenza.

Boston City Councillor Tito Jackson, left in suit, leads some 200 people in the ice bucket challenge at Boston's Copley Square, Thursday, Aug. 7, 2014 to raise funds and awareness for ALS.The idea is easy: Take a bucket of ice water, dump it over your head, video it and post it on social media. Then challenge your friends, strangers, even celebrities to do the same within 24 hours or pay up for charity. (AP Photo/Elise Amendola)

L’Ice Bucket Challenge impazza sul web, facciamo il punto su quanto visto, e criticato, fino ad oggi

La fine del mese di agosto ha visto il web letteralmente invaso da video di “vip” che si gettavano delle secchiate di ghiaccio, per aderire all’Ice Bucket Challenge. Ma di cosa s’è trattato?

Questo fenomeno virale è nato da uno scopo ben preciso, sensibilizzare le persone sugli effetti della SLA, Sclerosi Laterale Amiotrofica, terribile malattia neurodegenerativa per la quale non esiste ancora una cura. Il gesto del secchio di ghiaccio non è stato casuale,  poiché chi viene colpito si ritrova a provare, in maniera permanente,  gli effetti che ha appunto l’acqua fredda, paralisi degli arti.

Il dibattito che ne è scaturito è stato inevitabile, con i suoi pro e contro,  come avviene sempre per gli aspetti più importanti della vita.

Personalmente i primi video che ho visto vedevano accettare la sfida attori americani e se inizialmente la sfida consisteva in “o la secchiata o la donazione” si è subito trasformata in “secchiata e donazione”,in questo il mondo anglofono è sempre sensibile. Presto la sfida ha attraversato l’oceano ed è arrivata anche in Europa, quindi nel nostro paese.

L’interrogativo,  anzi , gli interrogativi sorti sono stati: è giusto finanziare un’associazione che testa sugli animali? Tale argomento è vasto, per certi aspetti complicato, ma ognuno dovrebbe rispondere al proprio pensiero e coscienza. Si potrebbe “accettare la sfida” e finanziare un’ente che rispecchia i propri parametri morali, fermo restando che nessuno dovrebbe giudicare le scelte degli altri nell’ambito della beneficenza..

Un altro interrogativo è stato “perché sprecare dell’acqua quando in alcune zone del mondo le persone devono camminare chilometri per un po’ di acqua?“, obiezione più che lecita, ma la beneficenza non dovrebbe essere contestata per partito preso, oltre al fatto che il quantitativo di ghiaccio non superava la secchiata. Vero che sommando le secchiate anche solo dei vip la quantità diventa considerevole, ma nessuno vietava di saltare questo passaggio e effettuare la sola donazione,  a qualsiasi ente.

Mentre il fenomeno stava “scemando” hanno iniziato a circolare informazioni d’accusa sui fondi raccolti. La tesi riguardava l’aperta dimostrazione che quanto raccolto non avrebbe finanziato in toto la ricerca, ma sarebbe stato utilizzato per pagare stipendi, attrezzature, campagne informative e studi di ricerca … personalmente sono rimasta scettica di fronte a quest’ultimo tipo di accusa, come se nel costo di una torta il pasticcere non dovesse considerare la spesa dei singoli ingredienti.

 Non tutto ciò che arriva dalla rete è vero, non tutto ciò che arriva dalla rete deve essere criticato, ad ognuno di noi il libero arbitrio di rapportarsi con la propria coscienza.

Per Fly//Magazine Lilla Gnecchi @gradina99

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